Sul PUC la verità è una sola

La verità è una sola: il tentativo del Commissario Straordinario di portare a termine il PUC elaborato dalla Giunta Mereu sta naufragando miseramente.
La presa di posizione della Regione Sardegna che ha ritenuto di dover richiedere ulteriori 60 giorni rispetto ai termini tradizionali, per esaminare il Piano Urbanistico locale è il segnale inequivoco che qualcosa non andava per il verso giusto e che di fatto impedisce al P.U.C. di produrre qualsiasi effetto.
Contrariamente a quanto millantato dagli ex consiglieri di maggioranza il PUC , dopo la sua approvazione non ha prodotto alcun risultato.
A tal fine era necessario il parere positivo da parte della Regione, attraverso la cosidetta Verifica di coerenza, alla quale avrebbe dovuto poi seguire la pubblicazione sul Buras per ulteriori 90 giorni.
Fasi, queste ultime, che come è evidente, non si sono concretizzate.

Si trattava di un Piano che tutelava l’interesse di pochi a scapito di quelli di migliaia di cittadini,che si vedevano scippati ingiustamente delle loro legittime aspettative.
Qualche ex amministratore oramai obsoleto ha provato senza alcun ritegno e vergogna a millantare un’approvazione inesistente.
Ma la verità è che il Puc potrà essere approvato e diventare definitivo solo con la nuova amministrazione.
Tutto il resto sono falsità che non hanno nessun riscontro né giuridico e né politico.
Il Commissario Straordinario e il Dirigente dell’area tecnica hanno cercato di portare a termine e di dare una veste formale allo scempio urbanistico dell’ultima amministrazione.
Sulla stampa è comparso di recente il riferimento alle risultanza dell’attività di uno studio eseguito su incarico assegnato dal dirigente dell’area tecnica il quale avrebbe avvalorato la legittimità dei vincoli del PSFF sul territorio locale;
In realtà l’analisi di quello studio ha tralasciato completamente la verifica sulla correttezza dei parametri di calcolo utilizzati dalla Regione, per la determinazione dei vincoli sul territorio locali.
Tanto meno è stata fornita risposta sulla possibilità di realizzare opere di mitigazione capaci di ridurre le aree soggette a rischio.
Del resto appare singolare che a pochi km da Assemini, i tecnici dell’Università incaricati dal Comune di Uta siano giunti a conclusioni diametralmente opposte a quelle del tecnico incaricato dal Commissario prefettizio:
Non si può distruggere o pensare di sopprimere un intero quartiere senza prima aver studiato, elaborato e approfondito le possibilità di salvaguardare i diritti dei cittadini residenti.
Per questo motivo uno degli obiettivi prioritari del M5S, se riceverà la fiducia dei cittadini per governare, sarà quello di consentire e procedere all’approvazione definitiva del Puc, questa volta si, in modo reale e non fittizia.
Creando le condizioni per uno sviluppo equilibrato del territorio comunale, che coniughi l’esigenza di sicurezza con le aspettative dei cittadini residenti, obiettivo da perseguire se sarà necessario, anche attraverso la realizzazione delle opere di salvaguardia.